La parola del Signore rimane in eterno. E questa è la parola del vangelo che vi è stato annunziato.1Pt,25

martedì 2 maggio 2023

3/5/2023-Santi Filippo e Giacomo Apostoli

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20230503

Lodiamo la Santissima Trinità Capacità Unica
La vita mi aiuta perché torno dal supermercato con mia figlia e alla cassa mi,ci hanno detto:"Non se vede che è tu figlia eh!"
Ci assomigliano molto tutte e tre in effetti😊
Assomigliarsi fisicamente è facile,somiglianza caratteriale potrebbe essere,vedere la Stessa Sostanza è prerogativa Trinitaria ma estremamente didattica.
Immagine che racconta.
A me commuove moltissimo questo senso dell'altro in qualcuno.
È secondo me lo specchio dell'Amore Autentico.
In,che si vede fuori.
Gesù porta il Padre,È nel Padre,parla le Parole del Padre nella Sua Sostanza d'Eterna Parola del Padre.
È un mistero unico.
Da madre posso vederlo nelle espressioni naturali che ripetono le mie figlie che replicano cose esatte che io dico ,da gesti che mi spavento a volte proprio identici ai miei, da alcune espressioni del viso.
Quando succede è molto bello.
Mi godo la scena in silenzio e dico dentro di me... però mi ascolta ogni tanto...
Questo vedersi in un altro è molto da senza parole,da silenzio contemplante. 
Qui c'è Gesù che Ama davvero moltissimo il Padre,di un Amore Altissimo che vuole portarLo,che si dispiace e si legge chiaramente tra le righe, per questo non riconoscere il Suo Essere Uno col Padre.
Il Padre che è in Me compie le Sue Opere,dice Gesù.
Dentro,fuori,Opera in Concerto di Grazia e Volontà di Dio certamente coincidente perché sostanziata.
Per un figlio/a somigliare al padre,se ama il padre,è appunto una Gioia  grande.
È  Volontà di seguire,di assorbire  esempio.
Gesù ha Dio come Padre,e con il Battesimo diveniamo anche noi Figli del Padre,fratelli di Cristo.
Tutto sta nel fare la Volontà del Padre,non per forza,ma con Amore, rimanendo male se questa non traspare,verificando di giorno in giorno la volontà che abbraccia la Grazia.
Trasparirà se l'Opera è del Padre, scivolata nella profondità della nostra povertà magnificata dalla Grazia che Opera.
Per un cristiano,un Figlio di Dio innamorato, è da rimanerci male se non si vede il Padre,se si vede solo l'io in parole ed opere,che porta sempre,solo sè stesso.
Certo è un cammino questo Amore così trasformante,certo è continuo sì,certo è certo che va voluto...me parte la canzone creduto,voluto,sperato che fosse così.
Gesù ha uno scopo nella vita sulla Terra,quello di portare il Padre con,in Lui per la Salvezza di ogni creatura.
E questo...come se dice a Roma...s'ada vedè😊 
Sempre nella Volontà e modi dell'Opera non nostra,ma del Padre, che magari abbiamo pensato per anni ci volesse in un modo,impegnati in chissà cosa,ma magari il disegno era sempre quello e gli sono serviti anni di nostri scarabocchi,che ha comunque raccolto e trasfigurato.
Siamo l'Opera del Padre che si compiace nel nascondersi in ogni Suo Figlio/a Amato/a che siamo,esattamente noi.
Chiediamo al Padre che questa attività Sua  trasudi dalla nostra Anima.
Lo chiederei,se volete, per le piaghe di San Francesco,per la preghiera stessa di Santa Chiara,per intercessione di San Giuseppe e della nostra Madre e Regina Maria Santissima Ausiliatrice 
Dio sia Benedetto e ci Benedica nel Suo Eterno Amore 
Lode al Padre,al Figlio,allo Spirito Santo ch'è Signore e dà la Vita 


VerStesso
rima,
spiga 
di Vento,
cucchiaio d'orizzonte,
fuso,
d'accesa
culla 
al germinar
del Sol

2/5/2023🌱

🕊

La quarta apparizione
Era l’anno 1656 ed in tutta l’Italia meridionale infi eriva una terribile pestilenza. L’Arcivescovo Alfonso Puccinelli, non trovando alcun ostacolo umano da contrapporre all’avanzata dell’epidemia, si rivolse all’Arcangelo Michele con preghiere e digiuni. Il Pastore pensò addirittura di forzare la volontà divina lasciando nelle mani della statua di San Michele una supplica scritta a nome di tutta la Città. Ed ecco, sul far dell’alba del 22 Settembre, mentre pregava in una stanza del palazzo vescovile di Monte Sant’Angelo, sentì come un terremoto e poi San Michele gli apparve in uno splendore abbagliante e gli ordinò di benedire i sassi della sua grotta scolpendo su di essi il segno della croce e le lettere M.A. (Michele Arcangelo). Chiunque avesse devotamente tenuto con sé quelle pietre sarebbe stato immune dalla peste. Il vescovo fece come gli era stato detto. Ben presto non solo la Città fu liberata dalla peste, secondo la promessa dell’Arcangelo, ma tutti coloro che tali pietre richiedevano, dovunque si trovassero.

A perpetuo ricordo del prodigio e per eterna gratitudine, l’Arcivescovo fece innalzare un monumento a S. Michele nella piazza della Città, dove ancora oggi si trova, di fronte al balcone di quella stanza nella quale si vuole che avvenne l’apparizione, con la seguente iscrizione in latino: Al Principe degli Angeli Vincitore della Peste Patrono e Custode monumento di eterna gratitudine Alfonso Puccinelli 1656

https://www.santuariosanmichele.it/wp-content/uploads/2021/04/cor-ang-21.pdf

Monte S.Angelo gallery personale😊


La sera dei paesi è data dalle donne che vengono sulla porta di casa, dalla piazza che
s’affolla d’uomini, dai ragazzi che s’agitano di più senza che s’oda più il loro chiasso,
dall’attesa d’un avvenimento che è, in questo nascere di primavera, già tutto nell’aria,
anche più che nei cuori. Ora di rapimento. 
                       ...
 L’unico modo di rompere il silenzio è di chiudere gli occhi;
 E m’è rimasa nel pensier la luce… 36 (p. 308)

Giuseppe Ungaretti 

🕊

Storia della costruzione - Agli inizi del 1860 Don Bosco vagheggiava la costruzione di una chiesa di
dimensioni più ragguardevoli di quella di San Francesco di Sales. I motivi erano dei più diversi, non ultimo
l’angustia di quest’ultima chiesa. Così si esprimeva con don Paolo Albera una sera del dicembre del 1862: “Io
ho confessato tanto e, per verità, quasi non so che cosa abbia detto o fatto, tanto mi preoccupa un’idea, che
distraendomi mi traeva irresistibilmente fuori di me. Io pensavo: la nostra chiesa è troppo piccola: non contiene
tutti i giovani oppure vi stanno addossati l’uno all’altro. Quindi ne fabbricheremo un’altra più bella, più
grande, che sia magnifica. Le daremo il titolo: ‘Chiesa di Maria Ausiliatrice’. Io non ho un soldo, non so dove
prenderò il danaro, ma ciò non importa. Se Dio la vuole si farà” (MB VII, 333-334). Con quel plurale
«fabbricheremo», detto a uno che sarà il suo secondo successore, egli parve andare oltre all'opera propria,
impegnandovi anche coloro che sarebbero venuti dopo di lui. Se infatti i due primi aggettivi stavano bene
applicati alla forma primitiva del sacro edificio, il terzo doveva avere la sua piena attuazione più tardi. Qualchetempo dopo, toccando lo stesso argomento con il chierico Anfossi, uscì nelle seguenti espressioni: “La chiesa
sarà molto ampia. Qui verranno molti a invocare la potenza di Maria Vergine”. Parole che sanno di profezia.
Vedeva inoltre la convenienza di dare un luogo di culto alla gente dei dintorni perché Valdocco, da periferia
quasi rurale, era diventata un quartiere urbano. I cinque progetti per la nuova chiesa, firmati da don Bosco e
dall’ingegnere Spezia, furono presentati all’ufficio comunale competente datati 14 maggio 1864: si trattava
della “Pianta di una Chiesa dedicata a Maria Auxilium Christianorum da erigersi in Valdocco di Torino con
obblazioni di divoti”. Il prospetto della chiesa di Maria Ausiliatrice fa riferimento alla basilica veneziana di San
Giorgio Maggiore (1506) dell’architetto veneto Andrea Palladio (1508-1580). Gli obiettivi di don Bosco
nell’affrontare l’impresa dell’edificazione erano chiari: voleva una chiesa grandiosa che fosse un monumento
alla Vergine Maria, il segno chiaro della sua presenza a sostegno della Chiesa, come al tempo di Lepanto o
durante la prigionia di Pio VII. Incaricando lo Spezia del progetto don Bosco voleva che “fosse in tali proporzioni
che potesse accogliere un gran numero di devoti, e render l’onore dovuto all’Augusta Regina del Cielo” (G. B.
LEMOYNE, Torino 1909, p. 466). La fabbrica, dopo la posa della pietra angolare (27 aprile 1865), tra alterne
vicende, fu portata finalmente a termine nel 1868 e fu consacrata il 9 giugno di quello stesso anno

9 Giugno è il compleanno mia figlia anche🙂
                
                                 ***
Su Montfort 

Non tutti sanno, però, che tra le sue opere figura anche un imponente canzoniere di ben 23.000 versi, composti per far cantare il popolo nelle missioni. Un’immensa opera poetica, a rima alternata, con lo scopo di imprimere nella mente e nel cuore della gente le verità della fede e di indurre alla conversione e alla pratica della virtù. Si tratta di 163 cantici con una estensione media di circa 140 versi — una lunghezza simile a quella dei canti danteschi — che costituiscono ampie e articolate catechesi, imbevute di dottrina, passione missionaria, intensa spiritualità. I cantici, secondo alcuni, sarebbero l’opus maius del Montfort. 

lunedì 1 maggio 2023

🕊


Nel peregrinare verso il luogo dove siamo dirette abbiamo deciso di salutare S.Giovanni Battista e la Salus Popoli Romani e, neanche a dirlo,trovo parcheggio davanti S.Maria Maggiore...
Nel passaggio però ho notato una porticina che sembrava di una Chiesa e in effetti era S.Prassede.
Ho detto alla mia amica andiamo prima lì,io non l'ho mai vista...
Beh...
Abbiamo incontrato una Basilica meravigliosa con addirittura la colonna della flagellazione di Cristo.
E la Messa appena iniziata a cui lei,precettara e pè andà al concerto non era andata.
Sant'Antonio è per il "troppa Grazia S.Antonio!"esclamato...
E si quaeris perenne...
Ora mangiamo.
Fine del pellegrinaggio allestito dal Padre in questa piovosa giornata.
Buon proseguimento d'Oggi🙂🕊



2/5/2023

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20230502

Lodiamo la Santissima Trinità Generazione e Dedicazione nostra.
È evidentemente il giorno della Dedicazione visto che apprendo ora essere per Dioncidenza la Parola di domani anche se condivisa da me oggi.
Mi anticipo sull'orario perché Concertone permettendo,c'è il consueto incontro di Catechesi.
Le pecore le ho perse al Concerto poi una canta stasera quindi...
Sto scherzando ma insomma sono dispiaciuta e non contenta andrò io e un'altra percora mia amica che ho però tolto dal Concerto.
L'economia della Grazia!🤷🏻‍♀️
D'altronde essendo di zona limitrofa da giovane ci andavo a piedi ,mi ricordo ancora io sulle spalle di mio padre a cantare Ligabue...all you need is rock trasformato in all you need is Love di Cristo 😊
So che c'è dopo 20 anni insomma...ma ho smesso con l'idolatria e non ne sento alcuna nostalgia.
Fa rima quindi esatto.
Ere diverse,musica diversa e anche se una volta portai mia figlia che voleva vedere Sferaebbasta(sò morta tipo)
1 ora l'ho fatta e poi fuggite.
A parte questi simpatici umorismi oggi ...cioè domani ...c'è un Vangelo che conferma un pò quello che ho già scritto.
Sono le Parole più rassicuranti di Cristo  a pari merito con 
"Sono Con Voi tutti i giorni fino alla fine del mondo"
"Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola"

Se siamo le Sue pecore ed a Lui apparteniamo gustiamo e crediamo a queste Parole di Vita Eterna.
Chiediamo questa Grazia di Fidarci della Parola che dona Vita in abbondanza. 
Lo chiederei per le piaghe di San Francesco, la preghiera salda di Santa Chiara,l'intercessione di San Giuseppe e della nostra Madre e Regina Maria Santissima Ausiliatrice 
Dio sia Benedetto e ci Benedica nel Suo Eterno Amore 
Lode al Padre al Figlio allo Spirito Santo ch'è Signore e dà la Vita 


Niente tra il Tutto
Mani d'Opera.
D'Opera Custodia.
Tutto
riposa
chiosa
abbraccovacciato 

1/5/2023🌱

🕊

La Dedicazione e la terza apparizione

La terza apparizione viene denominata anche “episodio della Dedicazione”. «Intanto i Sipontini rimanevano in dubbio su cosa fare del luogo e se si dovesse entrare nella chiesa e consacrarla». (Apparitio)

Tuttavia, nell’anno 493, dopo la vittoria, il vescovo Maiorano decise di obbedire al Celeste Protettore e di consacrare al culto la Spelonca in segno di riconoscenza, confortato anche dal parere positivo espresso da papa Gelasio I.

«Ma la notte, l’angelo del Signore, Michele, apparve al vescovo di Siponto in visione e disse: “Non è compito vostro consacrare la Basilica da me costruita. Io che l’ho fondata, io stesso l’ho consacrata. Ma voi entrate e frequentate pure questo luogo, posto sotto la mia protezione”». (Apparitio)

Allora il vescovo Lorenzo, insieme ad altri sette vescovi pugliesi, in processione con il popolo ed il clero Sipontino, si avviò verso il luogo sacro. Durante il cammino si verificò un prodigio: alcune aquile, con le loro ali spiegate, ripararono i vescovi dai raggi del sole. Giunti alla Grotta, vi trovarono eretto un rozzo altare, coperto di un pallio vermiglio e sormontato da una Croce. Inoltre, come racconta la leggenda, nella roccia trovarono impressa l’orma del piede di San Michele.

Il santo Vescovo Maiorano vi offrì con immensa gioia il primo Divin Sacramento. Era il 29 settembre. La Grotta stessa, come unico luogo non consacrato da mani d’uomo, ha ricevuto nei secoli il titolo di “Celeste Basilica”.


Ho sbagliato Vangelo perchè il sito che solitamente condivido ne mostrava un altro,questo terzo episodio delle Appazioni dell'Arcangelo però può introdurre sul Vangelo di oggi.
Continuazione  del discorso del Buon Pastore.
Colui che Ama dà la Vita volentieri per Amore e con Amore appunto.
Dedicazione è una parola che appartiene all'atteggiamento non mercenario,il rimanere e non aver paura del lupo.
Il lupo ha come obiettivo tre cose.
La divisione.
L'inganno attraverso ammaliamento provvisorio.
La perdita della conoscenza.
Fa conoscere Dio in altri modo,snatura intenzioni,questo il leone ruggente che sta lì in attesa di chi divorare.
L'Amore non mercenario Ama.
Io non saprei come dirlo altrimenti.
Conosce chi Ama.
Può confondere Satana,ingannare,far giri e collage ma non far perdere chi non vuole perdersi,perdere Dio o chi abbiamo accanto.
No al lupo.
Si dice no.
L'Amore Vero si Fida e conosce chi ha davanti.
L'Amore non mercenario sta con te,sceglie te , non ciò che puoi fare,dare,rappresentare.
L'Amore non mercenario si Fida di questo Amore non mettendolo in pericolo,va sulla Croce persino.
Questo l'Amore di Cristo che dà la Vita, gratuitamente,esempio di ogni relazione Autentica,servire l'altro/a nell'Amore di Cristo con il Suo Amore che è al centro di ogni Amore per sè stessi e l'altro/a.

La scala va giù, va di qua, va di là, trova un raggiolino di sole […]. In fondo, la facciata con la sua mirabile porta di bronzo
nel cavo. Alle estremità di ogni contorno intarsiato e dentro uno spar-
pagliamento di piastrine d'argento intagliate, s'irrigidiscono piedi, mani
e facce. È un giocherellare sottile e goffo di lucettine sopra una piatta
e dura tenebra: non resta di solito molto di più d'una grande tradizione
giunta all'ultimo ieratismo della sua decadenza; ma qui è giunta, nel
suo tremolare, a quella smemoratezza senile che annuncia la primitività.
Entriamo. Attraversiamo una navata gotica. C'inoltriamo. Ci rinveniamo
poi affondati nell'antro. Il luogo è umido, e in mezzo all'oscurità a
poco a poco si rivela una statua corazzata d'oro, attorniata da un tremolare
di lucette di candele. È l'Angelo! […]. Mi fermo dove l'oscurità è più
densa. Ecco, sono bene a contatto ora della natura cruda. Caverna:
luogo d'armenti, e d'angeli dunque: luogo d'apparizioni e d'oracoli. Ma
forse c'è anche stato in questo cuore della terra un uomo anteriore
ai terrori, vicino alla sua origine divina: profetico fantasma di sé, del
suo penoso incivilirsi (VL p. 306)

Giuseppe Ungaretti

🕊


 Maria Ausiliatrice e don Bosco

 
 Dal punto di vista storico il titolo e la devozione all’Ausiliatrice nella vita di don Bosco si
imposero in forma graduale. Alcuni indizi: la cappella con altare e statua dedicata all’Ausiliatrice
nella chiesa di San Francesco di Paola a Torino, dove il Cafasso mandò don Bosco ad esercitare il
suo primo ministero sacerdotale. In un calendario del 1848, appeso nella stanza di don Bosco, erano
riprodotte 5 immagini della Vergine; una di essa portava la seguente scritta: “O Vergine Immacolata,
tu che sola portasti vittoria di tutte le eresie vieni in nostro aiuto, noi di cuore ricorriamo a te: Auxilium
Christianorum ora pro nobis”. Ma è soprattutto nel clima che l’Italia vive tra gli anni 1848 e 1870
(presa di Roma) che don Bosco matura la devozione verso l’Ausiliatrice. Sono anni segnati da
drammatici avvenimenti, che turbano profondamente l’animo di tanti cattolici: le leggi anticlericali,
la diffusione del protestantesimo, la questione romana, l’assenza dei vescovi in molte diocesi. In tali
difficoltà e prove la Chiesa si rivolge a Maria come Aiuto e Presidio.
 In particolare nel maggio del 1862 don Bosco racconta il famoso sogno delle due colonne,
dove viene descritta la lotta della chiesa nel mare del mondo e solo l’ancoraggio alle colonne
dell’Immacolata - Ausiliatrice e dell’eucaristia è fonte di salvezza per la chiesa e per il papato. Altro
fatto decisivo furono le apparizioni della Madonna a Spoleto, città situata nel centro Italia e
appartenente allo Stato pontificio, che ebbero vasta eco e furono interpretate come segno del potente
aiuto di Maria nelle vicende tormentose della chiesa in Italia. Dal Piemonte, allora lontano e diviso
da barriere politiche, Don Bosco volse lo sguardo lungimirante alla Madonna della Stella che
l’arcivescovo di Spoleto, Mons. Arnaldi, aveva battezzato con il glorioso titolo di Auxilium Christianorum l'8 maggio 1862. Don Bosco ne dava l'annuncio il 24 maggio 1862 nella "Buona 
notte", come si legge nelle Memorie Biografiche: "Don Bosco annunzia alla sera con grande 
contentezza la prodigiosa manifestazione di una immagine di Maria avvenuta nelle vicinanze di 
Spoleto". L'8 dicembre 1862 Don Bosco dichiara al chierico Cagliero, poi cardinale, il motivo della 
sua devozione alla Madonna sotto il titolo di Maria Ausiliatrice: "Sinora abbiamo celebrato con 
solennità e pompa la festa dell'Immacolata, ed in questo giorno si sono incominciate le prime opere 
degli Oratori Festivi. Ma la Madonna vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice: i 
tempi sono così tristi che abbiamo bisogno che la Vergine SS. ci aiuti a conservare la fede cristiana". 
Nella "Buona notte" dell'11 gennaio 1865, Don Bosco diceva: "a Spoleto l'immagine della Madonna 
fa continuamente strepitosi miracoli. E' singolare, formando quasi un acrostico, che si può far risultare 
da ciascuna lettera della parola latina SPOLETUM: S: sancta; P: parens; O: onnipotentis; L: legiferi; 
E: et; T: totius; U: universi; M: mater; ovvero: et tutrix universi Maria (Santa Genitrice 
dell'Onnipotente Legislatore e Madre di tutto l'Universo; ovvero Maria Tutrice dell'Universo). Ciò 
indica lo stesso titolo di Maria Auxilium Christianorum


«Ecco i miei versi, i canti miei. / Non sono, forse, belli, ma son buoni. / Se non lusingano l’orecchio, / mettono in rima grandi meraviglie» (Cant . 2, str. 39).

L.M.Grignon de Montfort

Buon proseguimento d'Oggi 🙂🕊

28/6/2023

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20230628 Lodiamo la Santissima Trinità Garante dell'EternAlleanza Pass...