La parola del Signore rimane in eterno. E questa è la parola del vangelo che vi è stato annunziato.1Pt,25

giovedì 15 giugno 2023

16/6/2023-Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20230616

Lodiamo la Santissima Trinità Cuore del Cuore di Cristo
Chi mi conosce sa il forte legame sia familiare,battesimale,che appunto di predilezione per il Cuore in quanto Essenza profonda,Sacrario d'Amore e Verità.
Cresciuta in quella Basilica da piccolina perché,a prescindere Ognissanti ☺️,i miei erano cooperatori e avevano lì un centro di aggregazione e formazione.
Lo scandaloso scandaglio del Misericordioso Amore.
Questo il Cuore,Cuore che si lega ad un popolo piccolo, perché, mite ed umile, sarà il Cuore dell'Eterna, Nuova,Perfetta Alleanza,Cristo Gesù.
Cuore offerto,che si lascia trafiggere,sconfiggere dall'Amore più forte di lance, più forte della morte lenta e  ignominiosa.
Cuore non Amato.
Cuore che ha manifestazione perfetta nel Vero Amore che è quello del Padre che Dà il Figlio per la Salvezza nostra.
Così chi sperimenta,rimane,in questo Amore, necessariamente supportato dalla Grazia che unifica senza omogeneizzare,volevo dire proprio omogeneizzare,ossia frullare il diverso per farne un frullato.
Non omogeneizzato ma puzzle.
Questo l'Amore Autentico Unico e complementare che scambia reciprocamente, naturale alterità,rendendola complementare,mai senza, per Grazia dello Spirito Santo che trasfigura ogni relazione fraterna.
La rende realmente in Cristo, e quindi specchio di quell'Amore Trinitario,che parla,compie,gioisce del e nel donare Vita all'altro.
Questo ha fatto Cristo.
Dona Vita dall'Alto della Croce.
Altissimo della Croce.
Il Cuore è la Riva del Riposo e l'Oceano della Misericordia.
Chi può capire questa altezza?Chi può ammirare questo Trono?
I piccoli,ossia i poveri in Spirito,i vuoti di sé,i capienti per Grazia e in attesa della Grazia,nuova,chiesta ,giornaliera.
E il giogo dolce, dolcissimo, se il peso è condiviso da Dio!
Gesù Uomo e Dio porta con noi la Croce,se vogliamo,per meglio dire,se glielo permettiamo.
Le Croci le hanno tutti,credenti o meno, solo che alleggerite dalla vicinanza di Gesù,del Cuore di Cristo potrebbero diventare addirittura dolci.
Si perché è dolce l'Eterno accanto.
Ogni stanchezza,oppressione,oggi,gettiamola nel Suo Cuore.
Una volta a Messa ho dato a Gesù tutti i miei pesi e chiedevo di ridarmeli insieme,trasfigurati da Lui.
Come il Canto che fa:"i dolori e le gioie del mondo tu raccogli e trasformi in Gesù"
Questo ritornare della Croce ma con Cristo che la porta con te.
E vediamo sempre Lui Crocifisso,Lui umilissimo che non si fa superare in Crocifissioni.
Lui che accorre in nostro aiuto,glielo chiediamo spesso durante il giorno.
Vorrei chiudere con una frase di San Pio che da quando la lessi su una Chiesa qui vicino,ha avuto un cammino nella mia Anima.
È decantata anni.
Secondo me è un po' spartiacque.
Se in prime battute può generare incredulità, frustrazione,repulsione,pian piano la si capisce per Grazia,nell'esperienza.
"Tieniti sempre stretto alla croce, perché essa non opprime; se il suo peso fa vacillare, la sua potenza solleva."
Questa semplice,bellissima Verità.
La Croce ha Potenza e dobbiamo saperlo,crederlo,verificarlo,viverlo!
A Lui andiamo e troveremo ristoro.
Chiediamo al Sacro Cuore la mitezza e l'umiltà, se volete, per le piaghe di San Francesco,la preghiera mite ed umile di Santa Chiara, l'intercessione di San Giuseppe e della nostra Madre e Regina Maria Santissima Ausiliatrice
Dio sia Benedetto e ci Benedica nel Suo Eterno Amore
Lode al Padre,al Figlio,allo Spirito Santo ch'é Signore e dà la Vita
Sacro Cuore di Gesù,Confido e Spero in Te!


Per me inscindibili come assicurerebbe il Montfort
Buona Solennità 🫀
E non dimentichiamo la preghiera per la Santificazione dei Sacerdoti nella 

🕊️



E condivido questi versi  dedicati a S.Francesco nella descrizione delle piaghe.
S.Cuore di Gesù Confido e Spero in Te
Buon proseguimento d'Oggi 🙂🕊️

mercoledì 14 giugno 2023

15/6/2023

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20230615

Lodiamo la Santissima Trinità Meta della Giustizia
Se non supererà quella di coloro che sanno solo la Giustizia terrena, che non rima con Giustificazione attraverso la Croce di Cristo, non sarà accesso al Regno, da qui all'Eternità.
C'è il giustizialismo che è il fulcro di moltissimi mali.
C'è un antidoto potentissimo,la Misericordia.
Una delle frasi che mi hanno più colpito scolpito ultimamente, concerne un'attestazione del metro di Dio.
Dio Ama per ciò che è Lui non per chi sei tu.
Dio Ama in base al Suo Cuore Infinito d'Amore in completa Essenza.
Dio è Amore.
Possiamo imparare l'esercizio di pensare al nostro Cuore, e questo basterebbe ad occupare moltissimo tempo, tanto.
Considerando la nostra povertà potremmo smetterla col giudizio temerario.
Possiamo allenare il Cuore al perdono o al mettersi d'accordo che significa trovare soluzioni di stabilità equilibrata anche con chi avversa,di preghiera,di bene dire cercando mille giustificazioni senza edulcorare la realtà.
Il cristiano non nega i fatti ma può arrivare ,con la Grazia di Cristo,a trovare motivazioni a comportamenti ostili.
Per il Cristiano la non conoscenza di Cristo profonda è causa di comportamento che può non rimare accoglienza,cura,pazienza.
Sospendere quindi il giudizio è fondamentale,sia verso il proprio senso di giustizia che diminuirà cedendo il passo all'Amore,sia verso il prossimo che guarderemo con gli occhi di Cristo,che non vede uno stupido o un pazzo, ma magari qualcuno che vuole conoscere,e può farlo solo attraverso noi,suoi discepoli.
Scegliere l'Amore non è facile né buonista.
C'è un verso di una canzone che dice per gridare in faccia all'odio da che parte stai ,ci vuole necessariamente Amore sai.
Dialogare,mettersi d'accordo è Misericordia per sé e per chi avversa.
Chi non perdona è prigioniero ed ostaggio dell'odio,del rancore che spesso non permette di vivere liberamente.
Che gli farà pagare fino all'ultimo spiccio,che occuperà vita,tempo.
Certo è argomento delicatissimo e merita il massimo rispetto,ma,anche per esperienza personale passata, so che il perdono è liberare innanzitutto sé stessi, è risorgere, quindi non posso che testimoniarlo.
Chiediamo di continuare questo allenamento per Grazia.
Nei grandi o piccoli fatti della nostra esistenza terrena.
Questa regolazione del proprio Cuore,questa comprensione del limite proprio ed altrui da riempire d'Amore.
Questa è una Grazia Immensa che possiamo chiedere con forza anche oggi.
Per le piaghe di San Francesco,la preghiera che giustifica di Santa Chiara, l'intercessione di San Giuseppe e della nostra Madre e Regina Maria Santissima Ausiliatrice


Dio sia Benedetto e ci Benedica nel Suo Eterno Amore
Lode al Padre,al Figlio,allo Spirito Santo ch'é Signore e dà la Vita



🕊️

https://youtu.be/BYzT9zOJHF0

Ho ascoltato ripetutamente lavorando oggi nelle mie cuffiette questo canto dopo averlo sentito ieri alla fine della Celebrazione Eucaristica. Credo possa essere per la piccola meditazione di Oggi.
Sacro Cuore di Gesù,Confido e Spero in Te

"Le virtù principali che si vogliono onorare nel Cuore di Gesù sono: 

primo, un amore ardente per Dio, suo Padre, unito ad un rispetto immenso e ad una umiltà sconfinata;

secondo, una pazienza infinita nelle sofferenze, una contrizione ed un dolore estremi per i peccati di cui si è caricato, la fiducia di un figlio molto tenero, unita alla confusione di un grandissimo peccatore;

terzo, una profonda compassione per le nostre miserie, uno sconfinato amore malgrado queste miserie e una costanza immutabile, dovuta ad un'adesione così perfetta alla volontà di Dio che non avrebbe potuto essere offuscata da alcun evento, per quanto contrario fosse potuto apparire al suo zelo, alla sua umiltà, al suo stesso amore e a tutte le disposizioni d'animo in cui si trovava".

S.Claude de la Colombiere

martedì 13 giugno 2023

14/6/2023

https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20230614

Lodiamo la Santissima Trinità che ci vuole grandi nel Regno
Questo lo snodo,il discrimine...
Questo il modo d'Essere ed operare,la povertà di Spirito e l'ancoraggio alla Parola che non passerà,anzi,ci renderà la Gioia Eterna, non passeggera,del Paradiso.
La Parola Amata,eseguita con e per Amore e ,talmente straripante ,da trasparire da gesti,atteggiamenti predominanti che ci caratterizzano.
La profondità della Gioia,della Pace,pur nelle tribolazioni quotidiane più o meno grandi.
Segnare dentro qualcuno questa Parola è la prima evangelizzazione che possiamo fare, certamente prima ognuno iniziando dal proprio Cuore.
L'esempio semplice che parla e la Parola diretta,vera,priva di compromessi.
Proprio come Sant' Antonio.
E gliel'ho chiesto.
Diciamo che Sant'Antonio non aveva nessun timore reverenziale e questa sua libertà è molto bella e d'esempio anche per noi,in un mondo dove tutto è lecito,privo di conseguenza.
Il nostro pellegrinaggio terreno è il tempo e lo spazio in cui scegliere ogni giorno come vivere,di chi Essere.
Se siamo di Cristo,Lui seguiamo,povero e Crocifisso.
Lui portiamo e scriviamo.
Insegnare a trasgredire al giorno d'oggi è quel grande minimizzare,banalizzare,barattare realtà Eterne con momentaneo piacere fine a sé stesso.
Di qualsiasi tipo anche solo d'affermazione o riconoscimento.
Cerchiamo di centrarci,in Lui.
Lì la nostra futura grandezza che passa per la piccolezza dello Spirito che sa abbassarsi,fidarsi,smetterla di pensare troppo e abbandonarsi.
I troppi ragionamenti,affanni lasciati a favore della Fiducia,data e sempre rinnovata.
Cosa significa che Gesù è il compimento?
Gesù è la Parola Incarnata.
Quindi tutta la Parola più la Croce che è la Somma,meravigliosa, più eloquente dichiarazione d'Amore mai operata.
Tutto passa per quell'Amore Crocifisso.
Tutto.
In funzione e al servizio dell'Amore Crocifisso.
L'Amore senza Croce non è Amore chiamatelo benessere,chiamatelo simpatico momento.
E questa crocifissione di volontà,voglie passeggere,non accettazione del limite proprio ed altrui, sarà il Risorto Amore Crocifisso.
Il compimento è Risorto Amor Crocifisso.
Dove Risorto significa Gioia non dovere,significa Bellezza d'offerta non camoufflage.
Chiediamo questo compimento in Gesù nel nostro modo di rapportarci alla Vita.
Lo chiederei per le piaghe di San Francesco,la preghiera segnante di Santa Chiara, l'intercessione di San Giuseppe e della nostra Madre e Regina Maria Santissima Ausiliatrice
Dio sia Benedetto e ci Benedica nel Suo Eterno Amore
Lode al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo ch'é Signore e dà la Vita


Compi in me  
Volontà di Bene
Fiducia rosa d'inverno.
Fissa neve di sale.
Conserva in me
l'assaggio d'arpa
acCordo
di Cielo 
grande

13/6/2023🌱


🕊️

Alla fine tra lampi e tuoni ce l'abbiamo fatta 
Io ero stata a Messa... e avevo detto... Sant'Antonio se vuoi che vengo anche alla festa con il pane da prendere immancabilmente per mia madre, mi fai riprendere un po' e mi lancio... Ebbene mi sono addormentata 4 ore tant'è che Beatrice mi ha svegliato che abbiamo fatto una cosa insieme e mi ha detto "pensavo fossi morta"perché in effetti faccio molta fatica ad addormentarmi di pomeriggio ed invece oggi non mi svegliavo più
Nell'Omelia ci ha spinto a chiedere la Grazia di portare il Vangelo di Evangelizzare il Cardinal  Vicario.
Ho chiesto questo per me e per voi perché tutti siamo chiamati a portare Cristo e ho ho messo in  banca le  intenzioni 🕊️☺️
"O dei miracoli "cantato dentro la Basilica☺️ perché era impossibile l'esecuzione della banda durante la processione causa maltempo ma ...
La musica siamo noi dietro al Signore ed ai Suoi Testimoni.
Sant'Antonio prega per noi
Sia Benedetto Dio nei Suoi Angeli e nei Suoi Santi


🕊️

SERMONE ALLEGORICO
8. «La pianta produsse il suo frutto, il fico e la vite diedero il loro vigore» (Gl 2,22). Di questa pianta dice la Sapienza: «Quando l'acqua sommerse la terra, la Sapienza di nuovo la salvò, guidando il giusto per mezzo di uno spregevole legno» (Sap 10,4). Lo «spregevole legno» è la croce, perché «Maledetto chiunque pende dal legno» (Gal 3,13; cf. Dt 21,23); legno sul quale Cristo, Sapienza del Padre, fu disprezzato e schernito: «Ecco, tu che distruggi il tempio, e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso!» (Mt 27,40); e «Se è il re d'Israele, scenda adesso dalla croce» (Mt 27,42). Su questo legno e per mezzo di questo legno Cristo ha salvato il mondo, che in antico l'acqua del diluvio aveva cancellato e distrutto.
    Si legge nella Storia dei Greci1 che quando Adamo si ammalò, mando il figlio Set a cercargli una certa medicina. Set, arrivato nelle vicinanze del paradiso terrestre, fece presente all'angelo che lo guardava attraverso la porta, la malattia del padre. L'angelo staccò un ramo dall'albero del quale Adamo, contro il comando di Dio, aveva mangiato il frutto, e lo diede a Set dicendogli: «Quando questo ramo farà frutto, tuo padre guarirà». Sembra che il prefazio della messa di oggi si richiami proprio a questo, quando dice: «Donde sorgeva la morte, di là risorgesse la vita». Però Set, quando fu di ritorno, trovò Adamo, suo padre, già morto e sepolto: allora piantò il ramo vicino alla sua testa, e il ramo crebbe e diventò un albero maestoso.
    Si racconta che dopo molto tempo, la regina Saba vide quell'albero «nella casa del bosco» (cf. 3Re 7,2), cioè nella reggia di Salomone. Essa durante il ritorno alle sue terre scrisse a Salomone - ciò che non aveva avuto il coraggio di dirgli in persona - di aver visto nella casa del bosco un grande albero, al quale doveva essere impiccato un tale, per la cui morte i giudei sarebbero andati in rovina loro e mandato in rovina anche le loro terre e il loro popolo. Salomone, impressionato e pieno di paura, tagliò quell'albero e lo seppellì nelle viscere, nel profondo della terra, proprio nel luogo dove poi fu scavata la piscina detta Probatica (cf. Gv 5,2). Avvicinandosi il tempo della venuta di Cristo, il tronco, quasi preannunciandone la presenza, affiorò sull'acqua, e da quel momento l'acqua della piscina incominciò ad agitarsi alla discesa dell'angelo (cf. Gv 5,2-4).
    Nel giorno della Parasceve [venerdì santo] i giudei cercavano un tronco sul quale inchiodare il Salvatore: e finalmente lo trovarono nella piscina, lo trasportarono fino al Calvario e su di esso inchiodarono Cristo. Così quel «legno portò il suo frutto», in virtù del quale Adamo ricuperò salute e salvezza. Questo tronco, dopo la morte di Cristo, fu di nuovo sepolto nelle viscere della terra. Dopo lungo tempo, fu ritrovato dalla beata Elena, madre di Costantino: per questo la festa di oggi si chiama «Invenzione (ritrovamento) della santa Croce». Ecco dunque che «l'albero ha dato finalmente il suo frutto» Dice la Sposa del Cantico dei Cantici: «Mi siedo all'ombra di colui che tanto desideravo, e il suo frutto è dolce al mio palato» (Ct 2,3). E Geremia: «Il respiro della nostra bocca, l'unto del Signore, è stato preso per i nostri peccati; a lui abbiamo detto: Alla tua ombra vivremo fra le nazioni» (Lam 4,20). L'ardore del sole, cioè la suggestione del diavolo o la tentazione della carne, che affliggono l'uomo, devono rifugiarsi subito all'ombra del prezioso albero e lì sedere, lì umiliarsi, perché solo lì c'è refrigerio e speciale rimedio contro la tentazione. Il diavolo, che per causa della croce ha perduto il suo potere sul genere umano, ha il terrore di avvicinarsi alla croce.
    Dice il Profeta: «Ho aperto la mia bocca e trassi a me lo spirito» (Sal 118,131) [il fiato]. Chi apre la bocca nella confessione, riceve lo spirito della grazia, che è la vita dell'anima. «Cristo, Signore nostro è lo spirito», il respiro della nostra bocca, perché «in lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28), in lui crediamo con il cuore e lui confessiamo con la nostra bocca; egli è stato preso, legato e crocifisso per i nostri peccati.
    Ecco lo spirito e il frutto dolce al nostro palato. E se è così dolce nella confessione del suo nome e nel gaudio della contemplazione, come sarà nel godimento della sua maestà? E se è così dolce in questa misera vita, come credi sarà nella gloria? E se in mezzo alle nazioni, cioè tra le varie tentazioni, viviamo all'ombra della sua passione, in quale gloria vivremo nella luce della sua verità?
9. «Il fico e la vite produssero il loro vigore». Ecco quali vantaggi ci sono venuti dal legno della croce: il fico, cioè la dolcezza della risurrezione del Signore, e il vino della grazia, dei sette doni dello Spirito. Ecco le grandi ricchezze e le grandi delizie! Da quel legno venne il fico, da quel legno il vino nuovo, riposto negli otri nuovi (cf. Lc 5,38). E noi ci troviamo al centro di queste grandi ricchezze, perché questa festa della Croce è situata tra la Pasqua e la Pentecoste .
    Noi, che siamo stati redenti per mezzo del legno della croce, stendiamo le mani ad ambedue questi frutti e saziamocene, perché essi ci infondono il loro vigore. Quasi nessun frutto è più dolce del fico; e cosa c'è di più soave della luminosità, agilità, trasparenza e immortalità, del corpo glorificato? Questa dolcezza dà all'uomo il vigore contro la falsa dolcezza del mondo e della carne. E il vino dello Spirito Santo, che allieta il cuore dell'uomo (cf. Sal 103,15), infonde vigore affinché l'uomo gioisca nelle tribolazioni e in esse non venga meno.
    Si degni di infonderci questo vigore colui che è benedetto nei secoli. Amen.
  

La piaga del costato [di Cristo] è la città del sole. Con l’apertura del costato del Signore venne aperta la porta del paradiso, dalla quale rifulse a noi lo splendore della luce eterna. Si legge nella Storia Naturale che il sangue estratto dal fianco della colomba elimina le macchie dagli occhi; così il sangue estratto dal costato di Cristo con la lancia del soldato, illuminò gli occhi del cieco nato, cioè del genere umano. (Dom I di Avvento, 9)

«Ecco il costato, dal quale voi fedeli, mia chiesa, siete stati generati, come Eva fu procreata dal fianco di Adamo; ecco come è stato aperto dalla lancia per aprirvi la porta del paradiso, sbarrata dalla spada fiammeggiante del cherubino». La virtù del sangue sgorgato dal costato di Cristo, ha allontanato l’angelo e ha reso innocua la sua spada, e l’acqua ha spento il fuoco. (Dom. dell’Ottava di Pasqua, 8)

Gesù stesso, nel vangelo di Giovanni, dice: «Se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo» (Gv 10,9). Se uno entra attraverso di me, vale a dire attraverso il mio costato aperto dalla lancia, se entra con la fede, con la passione e la compassione, sarà salvo, come la colomba che si rifugia nella fenditura della roccia (cf. Ct 2,14) per sfuggire all’avvoltoio che le dà la caccia; e così entrerà per controllare, per discutere ed esaminare se stesso, e poi uscirà per considerare, calpestare, disprezzare e fuggire la vanità del mondo. (Dom. XV dopo Pentecoste, 11)

«Ester», che s'interpreta «nascosta», è l'anima che si deve nascondere dalla vista del diavolo nel fianco aperto di Cristo stesso, quando la vede davanti a sé in piedi, e
non esitante in mezzo alle tribolazioni, non piegata dai desideri terreni, non seduta nell'ozio del corpo, non adagiata sul letto dei piaceri, essa piace ai suoi occhi. O Gesù beato, beato chi piace ai tuoi occhi, infelice chi piace ai propri. Vuoi piacere a Dio? Dispiaci prima a te stesso. (Dom XVI dopo Pentecoste, 8)

«Sii tu il Dio che mi protegge»: mi proteggi e mi difendi con le braccia aperte sulla croce, come la chioccia i suoi pulcini sotto le sue ali; «il luogo di riparo»: nel tuo fianco, trafitto dalla lancia, possa io trovare il luogo di riparo, dove nascondermi di fronte al nemico; «perché tu sei il mio sostegno», affinché non cada, «e il mio rifugio», anzi «retrofugio», perché se cadrò, non ad altri ma solo a te io mi rivolga; «e per il tuo nome» che è «Figlio di David», sarai guida a me che sono cieco, perché mi porgerai la mano della tua misericordia, e mi nutrirai con il latte della tua grazia. «Figlio di David, abbi dunque pietà di me». (Dom. di Quinquagesima, 8)
 

28/6/2023

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